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MAN OF PEACE

A POMPEI HA SOFFIATO IL VENTO DI O’SCIA’
Una inedita mostra videografica racconterà attraverso le immagini tutte le edizioni di O’Scia’ tenutesi sull’isola di Lampedusa.

Pompei, XX ottobre 2008 – Il 12 ottobre Claudio Baglioni è stato in Città per ricevere il titolo di Cittadino Onorario. La cerimonia cade nella IV edizione della Manifestazione “Pompei è Città” nata per ricordare il riconoscimento del titolo di Città ricevuto nel 2004 dall’allora Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi.

La due giorni (11 e 12 ottobre) è stata dedicata al tema della Pace e della Solidarietà fra i Popoli alla luce della vocazione della città mariana dedita alla Pace Universale. L’amministrazione comunale ha voluto riconoscere in questo modo all’artista romano il suo personale impegno nel percorso intrapreso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto ai temi dell’integrazione culturale, del dialogo tra i popoli e dell’accoglienza. Claudio Baglioni è l’ideatore ed il promotore della kermesse internazionale O’Scia’ che ogni fine settembre si svolge sull’isola di Lampedusa nata per focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni nazionali e sovranazionali sul tema dell’immigrazione.

Nella mattinata di domenica 12 ottobre alle ore 10.00, alla presenza del Presidente della Fondazione O’Scia’ Rossella Barattolo, è stata inaugurata la mostra videografica inedita che ha raccontato attraverso videoclip le varie edizioni di O’Scia’. Ben 15 monitor ed un maxi schermo, incastonati in una galleria fotografica che hanno mostrato le bellezze dell’isola di Lampedusa, hanno immerso lo spettatore nell’atmosfera coinvolgente ed emozionante della manifestazione. La mostra è stata allestita in “Pompei Life” sito in Via Duca D’Aosta e resterà aperta dal 12 al 22 ottobre. L’ingresso sarà gratuito e si potrà accedere dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

Il primo cittadino Claudio D’Alessio sottolinea la straordinarietà dell’evento: “Abbiamo voluto riconoscere all’artista Baglioni la sua sensibilità nell’affrontare tematiche attualissime e non sempre di facile gestione. La diffidenza verso il prossimo sta dilagando anche nella nostra società. La nostra è una Nazione che si è trasformata da pochi anni da Paese di emigranti a Paese di immigrati, eppure è bastato questo breve lasso di tempo per perderne memoria. Non dovremmo mai distogliere il nostro sguardo dagli occhi di chi approda sulle nostre sponde in cerca di un futuro dignitoso, in questo modo riusciremmo a scorgere gli stessi occhi dei nostri nonni che salpavano alla volta di nuovi orizzonti per conquistarsi un domani che la nostra Terra non era in grado di garantirgli. Questo non vuol dire barattare l’ingresso degli immigrati con la sicurezza dei nostri concittadini, questo vuol dire evitare di costruire capri espiatori. Quelle persone che la stampa etichetta sempre come disperati pronti a tutto, in realtà sono persone ricche di un profondo senso di speranza, perché solo una profonda speranza verso un futuro migliore può spingere un individuo a lasciare tutto dietro di sé: i propri affetti, il proprio passato, la propria patria e, molto spesso, il proprio nome e persino la propria identità”.

“Le iniziative di questi anni, nelle quali ho coinvolto 180 colleghi artisti, i miei collaboratori, le istituzioni, le organizzazioni non governative, tutti coloro che hanno dato valore, attenzione, testimonianza a O’Scia’, vivono nell’ambito della sensibilizzazione, della riflessione, dell’incontro e del dialogo. Hanno, per questo, la caratteristica della supplenza e della sussidiarietà. Spetta alla politica garantire il futuro di chi c’è e offrire un futuro a chi arriva. Sta a lei rimuovere le cause delle migrazioni irregolari; stroncare la criminalità che sfrutta e specula e, soprattutto, creare un equilibrio virtuoso di diritti e doveri in nome del quale offrire, ma anche pretendere, civiltà. Da tutti: cittadini vecchi e nuovi. Solo una politica alta, che dà il meglio di sé, può impedire alle società di dare il peggio di loro. O’scià non è mai stata, né mai sarà, a favore della clandestinità. Ma, se è importante che i migranti non siano clandestini, è ancora più importante che clandestine non siano le coscienze, le Istituzioni e le politiche di un’Europa che deve tornare ad essere serbatoio, teatro ed esempio di intelligenza, cultura e umanità per tutto il mondo. Indicando e aprendo a tutti la strada non dello scontro, ma dell’incontro di civiltà. L’unica che può condurci ad un futuro davvero degno di essere abitato. Grazie, dunque, per questa importante testimonianza di civiltà, solidarietà che arriva da Pompei, patrimonio dell’umanità, ma anche di umanità”.

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